ADHD, iperattività e gioco da tavolo.

Come prima cosa andiamo a definire cosa significa ADHD: è un acronimo inglese che indica “Sindrome da deficit di attenzione e iperattività”. Ad oggi a tutti è capitato, se non in casa, almeno di vedere alle feste di compleanno, in autobus o in altre situazioni bambini o ragazzi “iperattivi”, cioè costantemente in movimento, agitati, che cambiano attività di continuo e faticano a seguire direttive di genitori e insegnanti. Non facciamone una colpa a loro o ai genitori, è piuttosto la frenesia della vita (e della tecnologia) che ha forse portato a questi risultati tristemente in crescita. Questo loro modo di essere ha purtroppo una grande influenza sul loro rendimento scolastico e sui rapporti che hanno sia con i coetanei che con gli adulti. Tantissimi studi sono stati fatti sul fenomeno (a partire dalle analisi di Walter Mischel) e hanno portato alla consapevolezza che “l’autocontrollo si forma in età precoce ed è una pietra angolare della personalità e del modo di reagire alle sfide della vita. La buona notizia è che esistono diverse tecniche di autocontrollo per bambini iperattivi, così che questi possano imparare a controllare i loro impulsi e gestire le proprie emozioni sin da piccoli”. Per ottenere questi risultati un valido aiuto viene proprio dai giochi da tavolo. Alcuni punti fondamentali in questo processo sono:

-Adeguazione dei tempi a quelli di chi ci circonda

Per questo quasi ogni gioco da tavolo può aiutare, se giustamente rapportato all’età del bambino/ragazzo, anche solo per il semplice rispetto dei turni di gioco. Non si può essere sempre attivi e occorre anche osservare ciò che fanno gli altri per poter ottenere un buon risultato. Esistono giochi (come Magic Maze e Magic Maze Kids per citarne uno) dove si collabora con le altre persone al tavolo addirittura in silenzio, richiedendo quindi una forte attenzione verso gli altri. In questo senso anche un grande classico come Uno può essere un’ottima base di partenza.

-Pensare per poter fare una “mossa” efficace

L’impulsività in un gioco strutturato non paga quasi mai, quindi serve capire quale può essere la mossa più utile per accumulare punti, o per ottenere vantaggi o ancora per avvantaggiare la squadra in un gioco collaborativo. Spesso in questi ultimi per poter ottenere la vittoria come squadra occorre addirittura rinunciare a fare cose che porterebbero vantaggi a se stessi ma allo stesso tempo potrebbero al fallimento della partita, concetto questo che se compreso nella “allegra finzione” di un gioco potrebbe portare questo tipo di ragionamento rivolto agli altri piuttosto che a noi anche al di fuori della partita.

-Auto-rinforzo delle proprie capacità

Riuscire ad ottenere risultati e cercare di migliorarsi è un motivatore valido per chiunque, e quindi a maggior ragione per un bambino/ragazzo che a causa delle proprie difficoltà o della propria indole fatica ad ottenere riconoscimenti è uno stimolo a perseguire la strada intrapresa. I risultati verranno col tempo, ma l’importante è che gli adulti non giochino favorendo il ragazzo o facendo sconti. Inevitabilmente prima o poi se ne accorgerebbero pensando di poter vincere solo in questo modo sentendo svilite le proprie capacità o ancor peggio sentendosi “onnipotenti”. Ci sono giochi, come Vudù, che impongono di fare cose, anche fisicamente, e mantenerle durante la partita, costringendoci ad un’auto-osservazione continua e penalizzandoci nel momento in cui ce ne dimentichiamo. Per un impulsivo-iperattivo è un modo divertente (si ride sempre parecchio) per portare attenzione a se stesso e a quello che fa.

Non vogliamo dire con questo che col gioco da tavolo la strada sia semplice e spianata, tutt’altro, anche perché all’inizio non sarà semplice ottenere la loro attenzione. Ma per questi ragazzi avere regole perfettamente strutturate all’interno delle quali muoversi, poter avere un confronto alla pari con coetanei e adulti e poter ottenere risultati tangibili mettendo in campo le proprie abilità è uno stimolo forte che può portare molti benefici.

Un capitolo a parte va riservato ai giochi narrativi, nei quali ci si mette in gioco anche come narratori di storie che devono essere legate a carte, immagini o altri supporti. Dixit in questo campo è ormai un classico, ma ci sono giochi che a nostro avviso possono essere anche più specifici per il tema che stiamo trattando. Un ottimo esempio è Youtopia, dove le carte narrazione possono essere usate anche per disturbare la narrazione degli altri giocatori. L’impulsivo sarà portato a giocare diverse carte per intralciare gli altri, ma si troverà poi con pochissime carte per poter creare la propria storia, quindi capirà subito che l’impulsività ha anche risvolti negativi e tenderà a moderare questa sua indole.

Esistono anche giochi educativi creati in collaborazione con pedagogisti e psicologi per aiutare bambini e ragazzi con questo tipo di difficoltà. Alcuni esempi possono essere, in base alle età, i giochi della linea Chicco Family games, quelli di Djeco, di Devir o di Erickson per citarne alcuni.

L’iperattività porta alla poca tolleranza delle situazioni poco strutturate a favore di quelle con regole precise, situazione in cui il gioco eccelle. Preferiamo con loro giochi in cui si vince tutti o si perde tutti, per evitare di caricarli di una “frustrazione solitaria”. Complimentiamoci con loro anche dei piccoli successi o dei piccoli miglioramenti per incitarli positivamente al miglioramento evitando di fargli notare le situazioni in cui si accentua la loro indole per indurli a cercare i momenti in cui si sentono più gratificati. Offriamogli esempi positivi di pacatezza e riflessione nel gioco, nei quali possano rivedersi. Se il gioco è collaborativo (ma anche in caso contrario) interpelliamoli spesso su cosa farebbero loro se fosse il loro turno di gioco per coinvolgerli anche nei tempi d’attesa. Se l’attenzione cala interrompiamo tranquillamente il gioco con una merenda o un’altra attività per riprenderlo dopo.

Sicuramente questo atteggiamento portato avanti con un pò di costanza porterà nel tempo ad una per lo meno parziale distensione dell’irrequietezza e ad una maggiore concentrazione per poter ottenere migliori risultati sia personali che di gruppo.

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