Come nasce Famiglia Ludica

Il nostro progetto Famiglia Ludica vede la luce la mattina del 31 ottobre 2018. Alle prime luci del giorno tre loschi individui si muovono in modo furtivo da un piccolo luogo nella bassa reggiana (che poi si rivelerà essere niente meno che Rolo, paesino dalla poca importanza strategico-geografica globale ma centro vivo e pulsante di svariate attività ludiche) per raggiungere le antiche mura di Lucca, la città sacra, dando allo stesso tempo anche il via ad un viaggio meno fisico ma altrettanto concreto. Ma questa storia già la conoscete e tuttora la state seguendo (e per questo vogliamo dirvi grazie).  Ci piacerebbe però rendervi nota la storia che si cela dietro la storia. Cosa cioè si è mosso per dare vita al nostro progetto di divulgazione ludica, quali sono i motivi che ci hanno spinti a partire quella fatidica mattina. Come nei migliori giochi con loop temporali facciamo quindi un salto indietro nel tempo. Tutto prende il via alcuni anni fa in una famiglia come tante altre con interessi nerd come tante altre e con un figlio in crescita che inizia ad ereditare le suddette influenze nerd come tanti altri. Si da il caso che Mattia faticasse in epoca fine elementari-inizio medie a socializzare, vuoi per carattere, vuoi per interessi nerd sopracitati. Era quello un periodo di grandi sperimentazioni in famiglia per vedere quali potessero essere i suoi interessi e ben presto si palesò una forte propensione in lui e nel resto della famiglia (che già aveva dato segni premonitori in passato) per i giochi da tavolo. In breve questo è diventato uno degli interessi condivisi principali della famiglia, e un grande punto di forza di Mattia, che è sempre stato molto portato per il gioco anche con regole complesse. Da subito abbiamo notato una “distensione” delle dinamiche familiari (non che ci fossero problemi, ma un interesse portato avanti insieme in una situazione distesa come i momenti di gioco crea molto affiatamento e una sana tendenza ad una competitività positiva mirata a migliorarsi). Abbiamo pensato di far leva su questa propensione di Mattia anche a livello sociale creando gruppi di gioco con i suoi coetanei. In poco tempo anche nel gruppo di ragazzotti si è creata una sinergia e Mattia è riuscito grazie a questa sua passione ad essere riconosciuto e integrato nel gruppo di amici. Tuttora un gruppetto di loro si ritrova regolarmente per sessioni di gioco, che adesso sono anche di giochi di ruolo. Abbiamo notato anche un miglioramento di alcune dinamiche un tantino conflittuali, normali per l’età, all’interno del gruppo di amici che hanno anche cominciato nel tempo ad ascoltarsi di più. Proprio questa disposizione dei ragazzi ad ascoltare, rispettare i turni e collaborare per lo scopo comune in vari giochi è stato notato positivamente anche da altri genitori, a volte stupiti addirittura di vedere il proprio figlio seduto in silenzio ascoltare qualcuno. Volendo essere sinceri tuttavia la prima volta che si sono trovati a casa nostra credevamo di essere stati invasi dai Gremlins… Da questo è partita la nostra idea. Dal fatto che il gioco e la sua divulgazione hanno sempre avuto al centro (per lo meno in Italia) i giovani più o meno Nerd e una fascia di persone già interessate e sensibilizzate in campo ludico. Per fortuna ad oggi questo sta cambiando con un’apertura maggiore ma che ancora fatica a raggiungere un pubblico più vasto. Avendo provato noi in prima persona (e sperimentandola tuttora ogni giorno) l’immensa potenzialità del gioco da tavolo e di ruolo nell’ambito della famiglia e dei gruppi di ragazzini in fase “critica” di formazione (oggi si parla tanto di inclusione, deficit di attenzione e svariati temi sociali più o meno gravi legati alla pre-adolescenza e adolescenza), abbiamo sentito la necessità di condividere la nostra esperienza. Per portare un piccolo aiuto e al contempo la riscoperta di un mondo sopito nell’adulto che può farci ritrovare la gioia di quel bel tempo passato che a volte fatichiamo a capire guardando nostro figlio ingaggiare una battaglia senza quartiere armato di un coperchio e un mestolo. E abbiamo deciso di farlo a modo nostro, senza tecnicismi o lunghi giri di parole, semplicemente presentando i giochi attraverso la storia che propongono e la scoperta di immergersi in essa come in un bel racconto frutto della fantasia. Poi incontrando direttamente le famiglie e giocando con loro per trasmettergli la passione per un gioco a loro affine o per scoprirne uno completamente nuovo. Come per tantissimi altri gruppi di divulgazione ludica non è facile all’inizio e capita di rientrare a casa con l’umore di Miss Dronio, Boyakki e Tonzula quando dopo una sconfitta si ritiravano sulla loro bici (se non sapete di chi sto parlando andatevi subito a vedere qualche puntata di Yattaman, poi continuate con la lettura). Ma proprio come loro noi torniamo alla puntata successiva. Vi basta capire qual è il canale su cui trovarci da una volta all’altra.

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